Germano, gli infortuni e le paludi

La situazione dei degenti

Umberto Germano, foto Umile

Germano, gli infortuni e le paludi. Umberto Germano nella conferenza stampa del mercoledì, e l’Umile che riporta qualche idea d’Innamorato, non è l’Umberto che siamo abituati a vedere: “È vero che non sto bene come forse l’altr’anno all’inizio, ma cerco sempre di dare il massimo”. Meglio dietro o un po’ più davanti? “L’importante è giocare, dove il mister mi mette sto, sto forse meglio nella difesa a 5 perche posso attaccare lo spazio davanti, mi piace di più”.  E per l’economia della squadra, meglio Budel davanti o dietro? “Budel è meglio averlo e basta, sia davanti sia dietro fa la giocata, ha un’ottima visione di gioco”. Di seguito. “Mentalità, atteggiamento e trovare la continuità rende le cose più facili. Modena, giochiamo in casa e siamo consapevoli di dover fare punti. Modena è tosto ma daremo il massimo”. Infine su richiesta dell’Umile, ”Il mio contratto scade nel 2018”, sull’idea mia che Umbertino sarà Leone a vita.

Prima di Umbertino aveva parlato il Diesse Varini sulla situazione degli infortunati: “Bani stiramento di secondo grado, un mese e mezzo. Rossi problema sull’osso pubico, un ematoma, non grave ma fastidioso, Berra si allenerà con gli altri oggi (mercoledì, nduc), Coly problemino recuperabile, Gatto stiramentino, causa anche il recupero che ha dovuto fare prima, ed ora ha uno piccolo stiramento“. Quanto alla formazione vista Modena confermo quanto scritto ieri qui

http://aleprovercelli.it/2016/03/aggiornamento-per-gli-appassionati/

L’amico Ivan mi ricordava, nel dopo conferenza, della recentissima dipartita di Gianmaria Testa, non solo capostazione di Cuneo, cantautore amato assai in Francia e da quella parte d’Italia compresa in particolare tra il Piemonte del sud e il sapore struggente dell’aria nelle notti di fine estate come quella in cui l’ascoltai insieme a Bruno Gambarotta, qualche vita fa nelle Langhe, appunto. Ad oggi, Testa è un poco come la Pro, conosciuta (qualche volta amata)  all’estero lontano da qui, comunque fuori da queste paludi dell’anima dove resistono gli ultimi eroi attaccati all’Idea ed al Simbolo. Due video, allegria.

Paolo d’Abramo