Il calcio al tempo della crisi, resistiamo

Le zanne leonine e gli occhi iniettati di fuoco

Il calcio al tempo della crisi. Più o meno, insomma, non è come l’amore ai tempi del colera, accontentiamoci.  Crisi economica, siamo tutti più nervosi, anche in auto o allo stadio. Crisi di valori, ebbè. Crisi di Amore, di spettatori allo stadio, generalizzata con qualche piccola isola 🌴 felice, più un atollo che altro. Animi riscaldati, polemiche, qualcuno a Milano che accetta a malincuore  una recente sconfitta contro la Juventus e protesta quando proprio da quelle parti coram populo vercellese dovrebbe essere reso con le scuse uno scudetto vinto qualche anno fa con poca cortesia. E la Pro? Abbastanza bene, grazie. O abbastanza male, dipende dai punti di vista, mentre i Social ed i forum sono inondati dalle notizie sul passivo di una squadra di serie B, mi dicono il Cesena, le penalizzazioni al Pisa, al Latina, il recupero della gara con l’Ascoli dalle parti di San Valentino, è la festa degli Innamorati ma in quella data c’è stata anche una strage. A Cittadella la Pro strappa un punto, neutralmente soddisfatti, con moderazione, abbiamo un punto più dell’anno scorso ed una partita in meno, ancora da giocare. In attesa degli esordi di Aramu e Nardini, un bel Vives, bravo. In attesa del ritorno di bomber La Mantia, ora esaltato come ai tempi di Gino, di Solimeno, di De Joannes. Ci attende lo Spezia di Di Carlo, noi attendiamo lui, al Robbiano Piola, sabato pomeriggio. Si devono far punti sempre, contro lo Spezia, il Benevento, tirarsi su più che si può. È generalmente le altre sono più forti. Nonostante tutto siamo messi discretamente e fiduciosi, quello sempre, Forza Pro. L’amore, paziente, al tempo del colera è comunque meglio di altri quasi cent’anni di solitudine, senza serie B, non vorrei immaginare cent’anni senza Pro, resistiamo dunque, ne vale pena.

Paolo d’Abramo