Così piccola, così fragile, questa Pro

Così piccola, così fragile, questa Pro. La sconfitta di ieri a Foggia per due reti ad una mostra alcune responsabilità soggettive ed un problema generale peraltro noto da tempo e solo mitigato – qua e là – da prestazioni convincenti  ma senza la necessaria continuità. La responsabilità oggettiva è nota, la Rosa della Pro è ampia ma giocano sempre gli stessi e quando giocano anche gli altri si vede perché giocano sempre gli stessi, le prestazioni dei tre centrocampisti partiti titolari ieri sono un dato conclamato. È vero, la Rosa della Pro è ampia ma la qualità scarseggia e le magie non sempre riescono, ultimamente quasi mai. La Rosa della Pro è ampia ma non vale il discorso che si potevano prendere meno giocatori ma buoni ( buoni in assoluto, buoni per il gioco di Grassadonia, buoni nel senso di bravi ad essere cattivi in campo ) perché  quelli buoni costano tanto e di più dei molti arrivati per lo più con qualche magagnetta fisica. Altrimenti devi essere bravissimo a scovare quelli bravi che non costano tanto, conoscere tutte le categorie calcistiche d’Europa e magari riesci a fare, a comporre una Rosa dignitosa nella sua cattiveria agonistica. Le responsabilità soggettive, eccole a Voi, sono tante quelle di ieri sera oltre a quelle del mister che ho sempre stimato e continuo a farlo, mettetevi comodi. Da dove vogliamo incominciare? Da Pugliese o altro collega di centrocampo troppo basso in area e che avrebbe dovuto contrastare il Maradona di turno mentre faceva partire la bordata felice d’infilarsi nel sette alla sinistra di Pigliacelli? O incominciamo da chi avrebbe dovuto occuparsi di Agazzi mentre volava felice d’infilare – di testa – la porta di Pigliacelli? Potremmo anche partire dal fondo gara, gli errori di Reginaldo e di Altobelli non vorremmo vederli, in serie B. Errori da far rivoltare Eupalla e tutte le altre divinità minori del calcio.  Ci sono state anche – poche – luci ieri sera, per esempio quella del ritrovato Rovini, due assist al bacio, purtroppo non sfruttati. Che il Foggia sia più forte di noi, con un bagget (budget) molto più ampio, un pubblico caldo e meraviglioso, una piazza importante, eccetera eccetera, va bene tutto. Ma non si fa così, per quel che abbiamo visto giovedì sera abbiamo una squadra con un gioco organizzato ma fragile, calciatori della Rosa ampia poco adeguati alla B per capacità tecniche e rabbia agonistica, Innamorati troppo esigenti, piazza non adeguata alla serie cadetta, la città disinteressata oppure ostile, piove e siamo sempre più poveri. Nonostante gli errori di Reginaldo, Altobelli, della panchina e del braccino non estensibile, martedì subito dopo Pasqua si rigiocherà, questa volta contro il fortissimo Perugia. E domenica in albis ancora, contro il fortissimo Novara. Non è razionale avere certezza del riscatto a partire da martedì sera però è da Innamorati continuare a sperare fino a che la morte ( cioè la matematica) non ci separerà dalla serie B. E allora Forza Pro, anche se – per ieri sera – non si può dire “mancò la fortuna non il valore” , per essere eroi sul campo bisogna almeno impedire che segnino gli avversari o sconfiggerli quando ne hai l’opportunità. Vogliamo, vorremmo dai, una reazione contro i fortissimi Perugia e Novara, non solo per far vecere che siamo ancora vivi. Video e musiche in tema, buona Pasqua.

Paolo d’Abramo