Eppure si muove, ma l’Amore è un’altra cosa

Eppure Ella Eppure Ella

Eppur si muove, qualcosa – o meglio, qualcuno – si muove. Nel corso della prossima settimana – confermo – qualcuno s’incontrerà. Con il presidente Secondo, è nella lista degli appuntamenti, a meno di disdette, rinvii, in ogni caso esiste,  l’intenzione di parlare e capire se è possibile uno studio di fattibilità. La notizia era nell’aria dell’Umile da qualche giorno, per discrezione, per cortesia, per gentlemen agreement, non è stata diffusa. In un mondo dove i cenni di cortesia non solo formale, era necessario, che poi Ti scrivono e Ti dicono “ e questo, e quello..”, capisco che oggi che tutti corrono per arrivare prima – o primi – sembra ineducato nei confronti degli Innamorati, ma sono fatto così. Confermo, con discrezione,  ben sapendo che l’impresa dell’accordo è un’impresa ardua, sarebbe da eroi, qualcuno direbbe da Innamorati incoscienti, mettersi a navigare acquisendo la nave e tutti i marinai, se non tutti almeno in buona parte e nel Bilancio pesano, non come bruscolini tipo pop corn ma come pigne e pure pagarle, la nave, le pigne e l’armatore. Vedremo, se si veleggerà incrociando i delfini, se si sosterrà in un’impresa congiunta l’armatore, oppure ci s’incaglierà subito, o quasi. È una tarda primavera che a Vercelli sa di tiglio e di temporali, attendiamo l’estate fiduciosi che possa portare il sole e qualche brezza quasi marina, l’estate ci dirà se sarà una marina di serie B – dubito, alla fine si salvano tutti tranne noi quella volta dopo Pontedera – oppure si tornerà a danzare sulle praterie naturali  o di verde sempre meno brillante ma sintetico del Robbiano Piola. Troppo presto per definire gli obiettivi del prossimo campionato, in questa vacanza d’Italia ai Mondiali e di Innamorati felici. Eppure ci sentiamo ancora un po’ vivi. Ci preoccupiamo, per sentirci vivi, anche se dopo Chiavari ci siamo sentiti morti, motivi d’incoscienza d’Amore, quando non puoi fare nulla perché il tuo oggetto del desiderio è tuo solo nell’ideale e non in concreto, la guardi ma non ci puoi fare nulla, non è tuo. Uno dei pochi casi in cui chi ha più soldi prende la più bella, pianta, nel senso di tiglio odoroso e non di Gingko, salutare ma maleodorante. Insomma, si soffre per interposta persona, la stessa persona che la può tenere in vita – sempre la pianta, neh – ed anche andasse via, continuerebbe ad esistere eppure nel ricordo, di Giaveno, di Pinerolo ed Orbassano, per fermarci, oggi, nel torinese. Vedremo, se i colloqui daranno frutti edibili, mangiabili, vedremo se sarà un matrimonio oppure una separazione con una nuova famiglia acquisita, in successione. Addirittura qualche altra voce stanotte mi assicurava  che parallelamente ci sia un’altra ipotesi, lombarda, non attendiamoci conferme ufficiali, al limite avremo smentite. Smentite d’amore, l’Amore è un’altra cosa.  Quanto al numeroso e valorizzatissimo parco giocatori, è troppo presto per qualsiasi supposizione. Certo che non conterá solo l’offerta delle sirene intorno ai Nostri gioielli ( nostri per modo di dire, nel senso di Innamorati senza potere decisionale ) , varrà anche la voglia degli stessi gioielli dell’essere indossati – oggetti senz’anima, quelli con l’anima non li fanno – quasi più –  su palchi e scene ( o cene ) eleganti, di serie superiore rispetto alla probabile terza. E poi i contratti, i procuratori, le mogli, le fidanzate, i figli che sono pezzi di cuore, tutti hanno voce, bianca o quale quella di Ella (Fitzgerald) nelle decisioni degli attuali, possibili ex leoni. Ella, come un amico ha scritto sul muro dei miei amici. E poi ancora si deve far cassa, insomma ed eppure, la matassa è ingarbugliata. Stiamo vigili a guardare, e ad informarVI! Forza Pro! Ella & Louis.

Paolo d’Abramo